Postumi di un concerto

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Questa notte Lei è nella sua città: cammina da sola per le vie del centro, deserte per quel famoso concerto, quello che da mesi e mesi pubblicizzano come l’evento del secolo. Cartelloni, eventi televisivi, interviste di ragazzine/ini e signore/i di una certa età che non vedono l’ora di sedersi sugli spalti e assistere all’esibizione del loro idolo: si è creata una tale attesa che anche Lei non può perdersi l’evento, almeno dall’esterno, giusto per essere in grado di commentare il giorno seguente con le amiche di caffè. Certo da fuori non si può dare un giudizio realistico, ma Lei si sta quasi divertendo ad ascoltare e canticchiare tutte quelle canzoni che da piccola la nonna le cantava per farla contenta.

<<Sappiamo che qui fuori c’è una ragazza, seduta da sola su una panchina, che forse non mi ama come tutti voi>> risuona dall’interno, <<ho deciso personalmente di invitarla qui sul palco a cantare una canzone con me, vediamo come se la cava! Coraggio ragazza, cosa fai tutta sola?>>. Lei non sta ancora realizzando la situazione quando, a strattoni, tre uomini in nero la prendono e la accompagnano all’ingresso. Davanti a Lei un lungo corridoio, parrucchieri con phon e piastra sulla destra, truccatori con pennelli e scalpelli sulla sinistra (e meno male che li avevano per renderla presentabile): in un batter d’occhio è con un microfono davanti a tutta quella gente, che sembra come un mare, non finire mai. Le luci le incorniciano il viso (che grazie ai pennelli magici per fortuna non è più color verdognolo), gli strumenti le rimbombano nelle orecchie e gli occhioni del cantante la scrutano sorridenti. Lei non riesce a capire se quest’uomo davanti a Lei è serio o vuole semplicemente interpretare una gag da alzare l’audience televisivo. Lui la incita, le prende la mano, gli applausi si fanno più fragorosi, ma Lei è negata nel canto, lo sa benissimo e non vuole che tutte quelle persone scappino a gambe levate con le dita nelle orecchie.

<<Lo sa signore, io la stimo, davvero, ma sa, siamo nel 2013, io sono una donna che decide per sè e decido di non stare al gioco e andarmene>>. Così gli riconsegna il microfono, si gira tra i fischi del pubblico e se ne va per la sua strada, perdendo così l’occasione di una nuova ed eccitante emozione.

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2 pensieri riguardo “Postumi di un concerto

    Lucaz ha detto:
    ottobre 9, 2013 alle 11:46 am

    Che dire..ti prende e ti rapisce sin dalle prime parole per la semplicità e la freschezza dello stile. Il ritmo è frizzante e in un attimo la ragazza sta già sciendendo dal palco senza però aver dimenticato di lasciare nel lettore un emozione

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