Shopping di montagna

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Questa notte Lei è su una montagna. Stivaletti da trekking rivestiti di pelo (probabilmente di pecora), camicia scozzese di flanella annodata in vita (non le dona molto, ma si sa, “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace” ) pantaloncini di velluto verde: questo è il suo outfit, da fare invidia anche a Chiara Ferragni.

Cammina sulla ghiaia, non un albero, non un animale, ma tanta gente. <<Da dove sbucano tutti?>> si chiede lei, probabilmente estranea al grande pubblico e con uno scatto felino (avrà anche 4-5 kg in più, ma la ragazza se vuole ci sa fare) se li lascia tutti alle spalle scoprendo la vera attrazione della giornata: H&M. Non è uno scherzo: in mezzo al nulla, lui c’è, è riuscito ad arrivare fino in cima alla montagna e, come da copione, la gente è fuori, in coda per entrare. Bambine, ragazze, signore, tutte con il naso spalmato sulla porta a vetri. Bambini, ragazzi, uomini, tutti distesi sui plaid ad aspettarle. E’ così che funziona con H&M, almeno nella maggior parte dei casi. Passano pochi minuti, le porte si aprono e la corsa al capo più bello ha inizio. E’ davvero una corsa, nel vero e proprio senso della parola: forse sono tutte stanche del classico outfit camicia-flanella-pantaloncini-velluto e, diciamo la verità, non hanno tutti i torti. Senza neppure accorgersi, si ritrova anche lei nel camerino con un tubino rosa luccicante in mano e una giovane signorina pronta ad assisterla. Il camerino però è trasparente: <<Così vedo in anticipo cosa le dona di più o di meno e posso rimediare subito con altri capi>> rassicura la signorina, ma lei non è troppo convinta. Non era mai stata capace di cambiarsi in pubblico, neppure durante le ore di ginnastica a scuola, costretta a tornare a casa tutta bagnata di sudore e non certo profumata; figurarsi farlo lì, davanti a quelle semi top-models, con parecchi anni e chili in più sulle cosce e un’urgente ceretta da prenotare. C’ha pensato per un pò, ma non ce l’ha fatta, non faceva proprio per lei. Così, non troppo a malincuore, ringrazia la gentile signorina e se ne ritorna verso la porta a vetri, la attraversa e si siede sul plaid accanto ai signori, intenti nell’osservare l’effetto straordinario che può avere un negozio di abbigliamento “low cost” sul genere femminile.

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