La speranza a volte è vana

Postato il Aggiornato il

Lei è una sorella minore: più di dieci anni la separano dalla maggiore. Sempre amata dai genitori, è la piccola della famiglia, mai amata dalla maggiore che l’ha sempre trattata con indifferenza, chissà se volutamente o no. Confidenza, amicizia, empatia, solidarietà, affiatamento: parole estranee al suo vocabolario. Lei stravede per la maggiore, ha sempre fatto tutto, quello che le chiedeva o meno. Non basta. Il distacco si fa sempre più ampio ma a lei non interessa, non vuole perdere la speranza di poter essere come quelle sorelle che si vedono in giro, che ridono, che scherzano, che si accettano, che si amano.

Crescendo le cose sembrano cambiare: la maggiore ha ormai accettato la sua presenza, lei ormai è grande e non ha più bisogno delle attenzioni dei genitori. Arriva presto il momento in cui entrambe si costruiscono la propria vita, chi da una parte e chi dall’altra, chi un modo e chi in un altro. Vivono in case diverse, si vedono poco e almeno in quegli istanti si assapora nell’aria un senso di intesa mai pervaso in tutti quegli anni passati, o così lei vuole credere. Basta un niente infatti e dalla maggiore trapela tutta quella cattiveria che l’ha sempre caratterizzata ma che lei, la piccola, accecata da un amore innato, non ha mai voluto vedere. Allora si infuriano, si insultano e lei ci sta male. Non capisce il perchè di tutta quella rabbia nei suoi confronti, non capisce perchè in così tanti anni la maggiore non sia stata capace di capire che da parte della piccola regnava solo amore, niente altro e che non era responsabile delle attenzioni regalatele in passato dai genitori e così tanto recriminate.

La situazione oggi è inversa: forse per rimediare del passato, è la maggiore ad avere più attenzioni e a lei, la piccola, questo non pesa, anzi ne è felice e ne contribuisce. La maggiore però sembra non vedere, sembra non percepire gli sforzi che tutti stanno facendo per lei e la cattiveria riaffiora sempre, ancora, anche nelle piccole cose. La cattiveria è orribile, è infima, ti marchia con una cicatrice, che puoi nascondere, puoi far finta che non ci sia ma che vedi e vedrai sempre, che non ti farà mai dimenticar, forse perdonare, ma mai dimenticare.

Lei piano piano inizia a perdere la speranza; “la speranza non è mai vana” si era sempre ripetuta in tutti quegli anni, ma forse, se le cose non sono cambiate adesso, in un’età in cui finalmente si pensa con la propria testa e si prendono decisioni importanti, allora forse non cambieranno mai.

Immagine: “Le soeur ainéee” (1869) William Adolphe Bouguereau.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...